MODLITWA JUBILEUSZOWA
na 800-lecie Zakonu


Boże, Ojcze miłosierdzia,
który powołałeś św. Dominika
na pełnego wiary
wędrownego kaznodzieję
i głosiciela łaski;
wylej na nas
Ducha Chrystusa Zmartwychwstałego,
abyśmy przygotowując się
do Jubileuszu Zakonu,
wiernie i z radością głosili
Ewangelię pokoju.

Przez Chrystusa, Pana naszego.
Amen.
Deklaracje Generalne (2007) w języku włoskim


Dichiarazione I: Denominazione, identita ed incorporazione dei membri delle Fraternite laiche di S. Domenico

§ 1. I Laici di S. Domenico sono quei fedeli che, battezzati nella Chiesa Cattolica od in essa accolti, cresimati e nella piena comunione di fede, sacramenti e governo ecclesiastico, sono stati chiamati per singolare vocazione a tendere alla vita cristiana e ad animare le cose temporali tramite il carisma di S. Domenico. Per essere incorporati all'Ordine dei Predicatori del quale pienamente partecipano la missione apostolica, essi emettono la promessa nella formula prevista dalla Regola. Solo con la promessa si attua l'ingresso nel ramo laico dell'Ordine, denominato Fraternite laiche di S. Domenico, soggette alla giurisdizione del Maestro e degli altri Superiori Maggiori dell'Ordine. La promessa perpetua è preceduta da almeno un anno di accoglienza iniziale e da tre anni di promessa temporanea di cui è conservata documentazione in appositi registri custoditi sia presso la Fraternita locale, sia nell'archivio provinciale.

§ 2. La formula della promessa contenuta nella Regola delle Fraternite laiche di S. Domenico approvata dalla S. Sede non è validamente utilizzata per altre forme di aggregazione alla Famiglia Domenicana, a meno che non sia diversamente ed espressamente concesso dal Maestro dell'Ordine. Restano salvi tutti i diritti delle Associazioni e Confraternite che, rette dai propri Statuti legittimamente approvati dalla competente Autorita, a vario titolo, sono formalmente annesse alla Famiglia Domenicana. Queste, costituendo una grande e multiforme ricchezza per la Chiesa e la Famiglia Domenicana, siano massimamente apprezzate da parte di tutti i membri delle Fraternite laiche in spirito di concorde e fattiva collaborazione, riconoscendoci tutti fratelli e sorelle in S. Domenico, ciascuno nella propria condizione ed identità.

§ 3. I Laici di S. Domenico sono sempre ascritti ad una Fraternita (possibilmente quella del proprio domicilio o quasi domicilio canonico) o almeno posti in stabile contatto con un membro del Consiglio provinciale o vicariale.

§ 4. I fedeli che vivono situazioni particolari, per le quali a giudizio del Consiglio di Fraternita non è prudente siano ammessi alla promessa, possono ugualmente partecipare alla vita della Fraternita e seguire la formazione permanente, in un cammino di sequela di Cristo attraverso il carisma domenicano, ciascuno nella propria condizione, fatti sempre integralmente salvi la disciplina ed il Magistero della Chiesa.


Dichiarazione II: Direttori nazionali o provinciali

§ 1. L'approvazione e promulgazione dei Direttori nazionali e/o provinciali non spetta direttamente al Maestro dell'Ordine che tuttavia, per giusta causa, può intimare l'emendazione di norme particolari già promulgate. I Direttori provinciali, approvati dal Consiglio provinciale dei Laici, sono ratificati e promulgati dal Priore provinciale con il consenso del suo Consiglio; i Direttori nazionali, approvati dal Consiglio nazionale dei Laici di concerto con i relativi Consigli provinciali dei Laici, ratificati dai rispettivi Priori provinciali col consenso dei loro Consigli, sono promulgati dal Presidente di turno del Comitato nazionale dei Priori provinciali.

§ 2. Si dichiara espressamente e parzialmente abrogata la Dichiarazione generale n. 1 del Maestro Fr. D. Byrne del 16.02.1987 nella parte in cui si disponeva che i Direttori provinciali e nazionali fossero vigenti dall'approvazione del Maestro dell'Ordine.


Dichiarazione III: Dispensa dal diritto proprio

Fermo il divieto di dispensa dalle norme della Regola che afferiscano il diritto divino o comune meramente ecclesiastico, solo il Maestro dell'Ordine può dispensare dalle norme della Regola con dispensa generale per tutti i Laici domenicani con o senza limiti di tempo.
Il Priore provinciale con gli stessi limiti può dispensare dalle norme della Regola o del Direttorio con dispensa particolare per singole Fraternite anche in modo stabile senza limiti di tempo.
Il Presidente della Fraternita può legittimamente dispensare dalle norme non costitutive e non di diritto divino o meramente ecclesiastico della Regola o del Direttorio in casi singoli e per un tempo determinato.
Si dichiara esplicitamente abrogata la Dichiarazione generale n. 3 del Maestro Fr. D. Byrne, promulgata il 16.02.1987.


Dichiarazione IV: Promotore provinciale e nazionale

§ 1. Si concede, in parziale dispensa generale dell'art. 20 b della Regola delle Fraternite laiche di S. Domenico, senza limiti di tempo, che all'ufficio di Promotore provinciale e/o nazionale possa essere nominato dalla competente Autorità, col parere del Consiglio provinciale e/o nazionale delle Fraternite laiche sia un frate o una monaca appartenente all'Ordine sia, ove l'opportunità lo consigli o la necessità lo richieda, un/a religioso/a non sottoposto/a alla diretta giurisdizione del Maestro dell'Ordine, sia un chierico secolare, sia un laico domenicano che abbia emesso la promessa perpetua.

§ 2. Del predetto ufficio non prende validamente possesso colui che, non dipendente dalla giurisdizione del Maestro dell'Ordine, dopo la nomina non abbia sottoscritto un accordo con il Priore e Promotore provinciali ed abbia ottenuto licenza scritta dal proprio competente Superiore.

§ 3. Il Promotore provinciale e/o nazionale non possiede voce né attiva né passiva in nessun organo collegiale delle Fraternite laiche al quale partecipi.


Dichiarazione V: Assistente religioso

Nei singoli casi di impossibile applicazione del diritto comune o particolare circa l'Assistente religioso (Regola, art. 21 c; can. 317, §1, 2), si applicano le norme generali sulla dispensa del diritto comune o proprio.


Dichiarazione VI: Indulto temporaneo e definitivo

§ 1. Allo scadere della promessa temporanea, se questa non è rinnovata, il Laico può liberamente lasciare l'Ordine. Colui che abbia emesso la promessa temporanea - prima della sua scadenza - o perpetua, non chieda l'indulto temporaneo o l'indulto di lasciare definitivamente l'Ordine, se non per gravi cause ponderate innanzi a Dio e con l'aiuto dei confratelli; presenti la sua domanda motivata al Presidente della Fraternita, il quale la inoltrerà al Priore provinciale unitamente al suo voto ed a quello del Consiglio di Fraternita. L'indulto temporaneo o definitivo, una volta legittimamente concesso e notificato per iscritto all'interessato, comporta la dispensa dalla promessa e dall'osservanza del diritto particolare delle Fraternite laiche di S. Domenico.

§ 2. Chi abbia ottenuto l'indulto definitivo, ovunque domandi di essere reincorporato all'Ordine deve essere nuovamente soggetto ai tempi del cammino formativo di base. La sua promessa perpetua sarà ricevuta solo su licenza del Priore provinciale col consenso del Consiglio della Fraternita alla quale sara nuovamente ascritto. Non emette valida promessa e non viene validamente ascritto colui che domandando l'ammissione ad una Fraternita, taccia del precedente indulto.


Dichiarazione VII: Dimissioni

§ 1. Il Laico che abbia emesso la promessa temporanea o quella perpetua e risulti imputabile di grave inosservanza della Regola o del Direttorio, o sia venuto meno alla comunione ecclesiale (fede, sacramenti, governo) o sia causa di pubblico scandalo tra i fedeli, dopo l'ammonizione formale del Presidente della Fraternita, se perdura nella propria condotta, ad istanza del Consiglio di Fraternita puo essere dimesso con decreto scritto del Priore provinciale. Il decreto di dimissione, una volta legittimamente irrogato e notificato per iscritto all'interessato, comporta la cessazione dei diritti e doveri derivanti dalla promessa. Tale decreto vale, a pena di nullita degli atti contrari, per tutte le Fraternite laiche domenicane.

§ 2. Previa attenta valutazione della condizione di vita ed avuta certezza dell'emendazione, chi sia stato dimesso puo essere reincorporato all'Ordine alle medesime condizioni, per la validita, di cui al § 2 della Dichiarazione VI.

§ 3. Avverso i predetti decreti e sempre ammesso ricorso gerarchico al Maestro dell'Ordine.


Data a Roma, il 15 novembre 2007, Festa di S. Alberto Magno

Fr. Carlos A. Azpiroz Costa OP
Maestro dell'Ordine

Fr. Christophe Holzer OP
a secretis